I nostri cari defunti

Novembre è il mese dedicato alla memoria ed alla preghiera per quelli che non ci sono più. La festività del 2 novembre in cui si commemorano i nostri defunti ci fa riflettere: cosa facciamo di solito? Visitiamo i nostri cimiteri, spolveriamo le tombe, le riforniamo di fiori, ci fermiamo a pregare. Il cimitero diventa un luogo animato, incontriamo amici e conoscenti. Il dolore per quelli che non ci sono più viene così esorcizzato. Ma come affrontare il dramma della morte, la tragedia della perdita, la mancanza dei nostri cari? La morte è l’unica cosa sicura della vita, ma è abominevole, spaventosa, perfino Gesù sulla croce diceva al Padre: “Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato?”.  Quando parlavo a mio padre quando ancora era in vita e gli chiedevo se avesse paura della morte mi rispondeva: “Non ho paura della morte, ma delle gravi sofferenze che la accompagnano”.  La sofferenza fisica, il dolore, la malattia, la vecchiaia; sono tutte cose che ci turbano sebbene siano realtà semplici della vita, semplici ed ineluttabili. Ma anche chi rimane sulla Terra soffre: vive il lutto, sente la mancanza di coloro che non ci sono; alle volte il dolore è talmente forte che è tangibile. E’ un dolore che si sente, si tocca. Ci si dispera, ci si sente soli ed abbandonati. “Non vedrò più la persona cara, non le parlerò più, non potrò più passare del tempo in sua compagnia. Sarò solo.” Questo è quello che ci si ripete. “Non avrò più il suo bene”. Ma non è vero, il bene delle persone care rimane, non solo nei ricordi. Loro sono in un posto migliore, sono vicine a Dio, e ci vogliono felici, ci vogliono rassegnati. E’ un dovere verso di loro essere felici, è quello che loro vogliono per noi.

Dopo la morte si sta meglio che in vita, si è in pace. Non dobbiamo distruggerci la vita nel dolore e nel rimpianto per coloro che non vivono, dobbiamo goderci la vita che è il più grande dono di Dio per noi. La vita viene da Dio. Diceva mio padre che dobbiamo goderci la vita perchè è bella.

L’affetto che nutriamo verso i nostri cari deve portarci a pregare per loro. Sulla Terra la Chiesa militante può fare molto per la Chiesa purgante.

Una cosa molto importante è far dire la Messa per coloro che non ci sono più, la preghiera nella Messa ha un valore infinito perchè nella Messa si offre Dio stesso in sacrificio sull’altare, si tratta del sacrificio eucaristico.

A novembre vi è l’Ottavario dei morti, in suffragio delle anime dei defunti, si tratta di otto Messe, che si celebrano dal 2 novembre al 9 novembre.

A casa possiamo recitare la Corona dei 100 Requiem.

E’ possibile lucrare l’indulgenza plenaria per le anime dei nostri cari. Essa ottiene la remissione della pena temporale dovuta per i peccati. Ogni colpa, anche dopo il perdono, lascia come un debito da riparare per il male commesso. La Chiesa traendo dal suo tesoro “spirituale”, costituito dalle preghiere dei Santi e dalle opere buone compiute da tutti i fedeli, quanto è da offrire a Dio perché Egli “condoni” alle anime dei defunti quella pena che altrimenti essi dovrebbero trascorrere nel Purgatorio.

L’indulgenza più nota è legata alla commemorazione di tutti i defunti, il 2 novembre, mediante: visite alle tombe, celebrazione Eucaristica al cimitero, visita a una Chiesa.

Si può lucrare l’indulgenza plenaria a partire dal mezzogiorno del 1° novembre a tutto il 2 novembre.

Si può lucrare una sola volta ed è applicabile solo ai defunti. Visitando una Chiesa, (si reciti almeno un Padre nostro e il Credo).

A questa si aggiungono le tre solite condizioni Confessione, Comunione, preghiera secondo le intenzioni del Papa (Pater, ave, gloria).

Queste tre condizioni possono essere adempiute anche nei giorni precedenti o seguenti il 2 novembre. Nei giorni dall’1 all’8 novembre chi visita il cimitero e prega per i defunti può lucrare una volta al giorno l’indulgenza plenaria, applicabile ai defunti, alle condizioni di cui sopra.

Non dimentichiamoci di loro. Offriamo a Dio le nostre preghiere per coloro che aspettano di raggiungerLo.

Buon novembre a tutti!

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Malisony ha detto:

    Sono bellissime parole, toccanti, che aprono gli occhi. La cosa che dici è saggia. Molto spesso ci si ricorda di andare al cimitero e pregare i morti solo nella loro ricorrenza annuale. Ma secondo me si dovrebbe sempre avere la costanza, salvo impedimenti, almeno di pregare e far dire la messa per i defunti in qualsiasi momento dell’anno.

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