La questione razziale negli Atti degli Apostoli

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Le proteste per la morte di George Floyd stanno animando la comunità nera e non solo in un mare di indignazione per il comportamento brutale e discriminatorio della polizia negli Usa. Tutti sono d’accordo che una vita è una vita, a prescindere dal colore della pelle. Tutti sono concordi sulla pari dignità degli esseri umani, tutti uguali di fronte a Dio. Come nasce questo sentimento di eguaglianza e fraternità nella cultura umana? In filosofia vi è il giusnaturalismo, corrente filosofica che darà origine alla cultura dei diritti umani, cioè diritti di cui sono dotati tutti i rappresentanti della razza umana, in quanto esseri umani. Ma ancora prima vi è la Parola. Ancora prima vi è un sogno di San Pietro. ora ve ne parlo. Il brano che andremo ad esaminare brevemente è dagli Atti degli Apostoli 10, 10-28

“]Il giorno dopo, mentre essi erano per via e si avvicinavano alla città, Pietro salì verso mezzogiorno sulla terrazza a pregare. [10]Gli venne fame e voleva prendere cibo. Ma mentre glielo preparavano, fu rapito in estasi. [11]Vide il cielo aperto e un oggetto che discendeva come una tovaglia grande, calata a terra per i quattro capi. [12]In essa c’era ogni sorta di quadrupedi e rettili della terra e uccelli del cielo. [13]Allora risuonò una voce che gli diceva: «Alzati, Pietro, uccidi e mangia!». [14]Ma Pietro rispose: «No davvero, Signore, poiché io non ho mai mangiato nulla di profano e di immondo». [15]E la voce di nuovo a lui: «Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo più profano». [16]Questo accadde per tre volte; poi d’un tratto quell’oggetto fu risollevato al cielo. [17]Mentre Pietro si domandava perplesso tra sé e sé che cosa significasse ciò che aveva visto, gli uomini inviati da Cornelio, dopo aver domandato della casa di Simone, si fermarono all’ingresso. [18]Chiamarono e chiesero se Simone, detto anche Pietro, alloggiava colà. [19]Pietro stava ancora ripensando alla visione, quando lo Spirito gli disse: «Ecco, tre uomini ti cercano; [20]alzati, scendi e và con loro senza esitazione, perché io li ho mandati». [21]Pietro scese incontro agli uomini e disse: «Eccomi, sono io quello che cercate. Qual è il motivo per cui siete venuti?». [22]Risposero: «Il centurione Cornelio, uomo giusto e timorato di Dio, stimato da tutto il popolo dei Giudei, è stato avvertito da un angelo santo di invitarti nella sua casa, per ascoltare ciò che hai da dirgli». [23]Pietro allora li fece entrare e li ospitò.

Il giorno seguente si mise in viaggio con loro e alcuni fratelli di Giaffa lo accompagnarono. [24]Il giorno dopo arrivò a Cesarèa. Cornelio stava ad aspettarli ed aveva invitato i congiunti e gli amici intimi. [25]Mentre Pietro stava per entrare, Cornelio andandogli incontro si gettò ai suoi piedi per adorarlo. [26]Ma Pietro lo rialzò, dicendo: «Alzati: anch’io sono un uomo!». [27]Poi, continuando a conversare con lui, entrò e trovate riunite molte persone disse loro: [28]«Voi sapete che non è lecito per un Giudeo unirsi o incontrarsi con persone di altra razza; ma Dio mi ha mostrato che non si deve dire profano o immondo nessun uomo.”

“Non è lecito per un Giudeo incontrarsi con persone di altra razza, ma Dio mi ha mostrato che non si deve dire profano o immondo nessun uomo.” La prima comunità cristiana predicava solamente in terra d’Israele, ritenendo che la salvezza fosse solo per gli ebrei, ma dopo questa visione di San Pietro tutto cambia radicalmente, Dio gli mostra che la predicazione è per tutto il genere umano, la salvezza è per tutti. Quindi gli apostoli si rivolgono ai Gentili, ed estendono la loro predicazione a tutto il mondo conosciuto. Cambia il modo di vedere le cose: tutti gli uomini sono eguali, non vi sono profani, non vi sono immondi. E’ la nascita del sentimento di eguaglianza in base alla comune appartenenza al genere umano. E questo prima di qualsiasi filosofo e pensatore giusnaturalistico. E’ negli albori della cristianità che vi è l’assegnazione di pari diritti e pari dignità ad ogni essere umano. E’ nella religione cristiana la nozione di eguaglianza davanti a Dio e, quindi, davanti agli uomini. Infatti le prime comunità cristiane a Roma aboliscono la schiavitù, allora molto diffusa nella società. Qui abbiamo tutte le nostre risposte, e 2020 anni fà! Chi si reputa cristiano non può essere razzista. Questo mio pensiero è rivolto ad alcune correnti politiche di destra, che si professano cristiane e poi agiscono e parlano in modo razzista ed escludente. Queste due cose sono in antitesi: non si può essere cristiani e razzisti. E le Scritture ce lo confermano.

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