Black lives matter e l’arte cristiana

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E’ stata lanciata una petizione da parte dalla cittadina britannica Tracy Reeve su Change.org che chiede di modificare una delle più note delle immagini di San Michele arcangelo che schiaccia Satana, un’ immagine raffigurata nella medaglia dell’ordine di San Michele e San Giorgio, una onorificenza che viene solitamente assegnata ad ambasciatori, diplomatici e alti funzionari del Ministero degli Esteri del Regno Unito.  Questo ordine fu fondato nel 1818 sotto re Giorgio III, per onorare chi combatté  nel Mediterraneo durante le guerre napoleoniche.  A parere dell’attivista l’immagine ha sapore razzista perchè l’immagine di San Michele è di uomo bianco dagli occhi azzurri e l’immagine del demone è di uomo di colore.  I demoni nella storia dell’arte cristiana vengono spesso raffigurati in nero, in quanto simbolo dell’oscurità del male ma far risalire questo ad un’idea razzista è fuorviante, il nero del demone è il nero dell’anima, inteso come la cattiveria, non è di certo il nero dell’etnia di colore. Questo essere un’interpretazione fuorviante è confermata nella presenza in molte culture mediterranee di Madonne e Bambin Gesù di colore, come ad esempio a Manfredonia, a San Severo, a Lucera, a Terlizzi o a Canosa.

Dei vandali fregiatisi dello slogan Black Lives Matter hanno sfregiato effigie di santi in tutto il mondo negli ultimi giorni.

Tra i tanti esempi c’è la statua di Saint Junípero Serra, un prete Cattolico missionario. È stata rovesciata a San Francisco e imbrattata a Mallorca.

Il 24 giugno, la Madonna Nera di Breda (Paesi Bassi) è stata sfregiata e vandalizzato a con lettere BLM (“Black Lives Matter” – “Le vite nere contano”).

Lo stesso giorno, la parola “odio” è stata imbrattata su una statua del Sacro Cuore a Phoenix.

Ora, i movimenti antirazzisti hanno tutto il mio appoggio, come ho anche scritto nel  precedente articolo “La questione razziale negli Atti degli Apostoli”, un cristiano veramente tale non può discriminare le persone in base al colore della pelle, ma, prendere uno slogan altamente condivisibile per lasciarsi andare ad episodi di violenza e vandalismo è deplorevole. Non si può agire per una buona causa distruggendo e rovinando opere d’arte. Non lasciamoci andare a degenerazioni, prendendo una causa nobile a pretesto per sfogare la nostra aggressività e frustrazione.

La furia dei novelli antirazzisti si è scatenata senza tener minimamente conto della biografia degli uomini cui quei monumenti erano stati dedicati, ad esempio rovesciando statue di Abramo Lincoln, presidente americano che fece della lotta alla schiavitù architrave della propria politica. E quindi? Era forse un razzista? Tutt’altro. In realtà si tratta di furia giovanile che vuole trovare un pretesto per esprimersi. Noi dobbiamo cercare di mettere dei paletti: fin alla discussione civile ci si può esprimere, con il vandalismo, no.

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