Recensione al libro “Inchiesta su Maria” di Corrado Augias

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Questo libro è sviluppato in forma dialogica tra i due autori: Corrado Augias, noto giornalista e conduttore televisivo, e Marco Vannini, studioso di mistica e di tradizione spirituale cristiana. E’ sviluppato molto bene ed è scritto in modo abbastanza semplice e avvincente. La figura della Madonna è una figura portante della nostra religione, Mater Dei, Vergine e Madre, la Immacolata concezione, la Assunta in cielo. In questo libro si esamina la figura della Madonna nei Vangeli sinottici (Marco, Luca e Matteo) nel Vangelo di Giovanni ed anche nei Vangeli apocrifi rinvenuti a Nag Hammadi, nella tradizione ortodossa e nella tramandazione orale di verità che si discostano da quella accettata dalla Chiesa. Si parla della storia dell’implementazione nella teologia dei dogmi inerenti alla Vergine, cioè il suo essere Madre di Dio, concepita senza peccato originale ed Assunta in cielo in anima e corpo. Questa trattazione spazia dall’Antico Testamento a Dan Brown (Il Codice Da Vinci). Ci parla dell’affinità del culto mariano con il culto primitivo della Grande Madre, il culto egiziano di Iside, i miti romani e greci di Cerere, Artemide (dea della luna, in molta iconografia classica la Madonna è raffigurata a fianco alla luna). In realtà è molto dotto e ben costruito ed io, personalmente, apprezzo Augias come giornalista e personaggio televisivo, ma non apprezzo la forzatura di voler affermare razionalisticamente che le Visioni mistiche e le Apparizioni della Madonna nei secoli siano frutto di isteria e disagio psicologico. Il voler affermare il primato di una certa psicanalisi nei confronti della fede è piuttosto duro e non molto rispettoso. Il problema dell’intellettualismo ateo è che non concede nemmeno il beneficio del dubbio, bollando tutto ciò a cui non crede come follia. Certo è che ognuno è libero di esprimere ciò che vuole nel modo in cui lo vuole, è una prerogativa della civiltà la libertà di pensiero e di espressione, e nell’ottica della libertà di pensiero rispetto questo libro, fra l’altro pieno di citazioni dotte e di aneddoti interessanti sulla storia della Chiesa, ma, a mio avviso, sarebbe stato necessario un maggior tatto e delicatezza nell’affrontare questioni di fede; bollare Santa Gemma Galgani o Santa Teresa d’Avila come pazze isteriche represse sessualmente è poco rispettoso, inelegante, saccente e azzardato. Libertà di espressione si, insulti a figure cardine della spiritualità cristiana, no. Ho rinvenuto anche una certa forzatura nel voler accomunare la religione cristiana ad altre religioni preesistenti nella volontà di affermare che in realtà nessuna religione è vera e si tratta solo di archetipi, come ci dice Carl Gustaf Jung, presenti in ogni cultura umana dalle sue origini ad oggi. L’archetipo della donna che, fecondata da un Dio, da alla luce un uomo in cui è presente la natura umana e quella divina è, ad esempio, ci dice Augias, presente nel mito di Perseo, di Ercole, di Romolo, Siddharta. Per quanto possano essere presenti nella storia delle religioni narrazioni simili a quella cristiana non si può concludere con ciò che tutto è cultura e non esiste Dio. Consiglio la lettura di questo libro o no? La consiglio a condizione che si mantenga attiva la propria parte critica. Nella vita ci può capitare di entrare in contatto con varie opinioni e vari punti di vista, conoscerli arricchisce la nostra cultura, ciò non significa che dobbiamo farci plagiare da essi.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Roberto C ha detto:

    Io ho le idee chiarissime circa Maria, per cui non sono interessato alla posizione di personaggi coltissimi come C. Augias che, con la ragione o razionalità, pretendono di determinare le regole comportamentali dall’Onnipotente o della Santa Vergine, dimentichi che la ragione non può spingersi né spiegare il trascendente, poiché confinata nel campo dell’immanente dove solo è possibile la sperimentazione.
    B. Russell, celebrato matematico del secolo scorso dall’intelligenza sopraffina, definì i Vangeli come un’accozzaglia di favole …e questa, per me, è la prova che il “Dio del nascondimento ” (così definito dal profeta Isaia) di come riesca a sottrarsi all’indagine delle menti “più brillanti”…😁

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    1. Roberto C ha detto:

      *Refuso:
      e questa, per me, è la prova di come riesca a sottrarsi all’indagine delle menti “più brillanti” il “Dio del nascondimento ” (così definito dal profeta Isaia).

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