La gioia ritrovata attraverso Dio

Era un periodo nè brutto nè bello della mia vita, un periodo statico, privo di emozioni, in cui non ero nè triste nè felice, semplicemente non provavo niente, vuoto. Non so se a voi è mai capitato di vivere un periodo così, tranquillo ma noioso, privo di stimoli e piatto.

In realtà questa mancanza di emozioni mi stava stretta e molto spesso ho pregato Dio di riuscire a provare ancora un brivido di sentimento. Una sera andai ad un incontro di preghiera di un gruppo neocatecumenale, (non ne sono parte, ma avevo voglia di pregare con altre persone), e la lettura del giorno era un passo del Vangelo sul perdono. Lo sentii subito vibrante, anche io ho subito molti torti da persone a me molto vicine e non riuscivo a liberarmi dal rancore. Lasciar andare, il perdono ti libera. D’altronde anche noi abbiamo molte cose di cui farci perdonare da Dio, riconoscere che se noi siamo perdonati attraverso la Grazia santificante, anche noi dobbiamo perdonare chi ci ha offeso, chi non ci ha aiutato nel momento del bisogno, chi ha appesantito la nostra croce aggiungendo preoccupazioni e malumori in un momento già difficile per noi. Il segreto della leggerezza e del buonumore è lasciar andare. Lasciar correre, cercare di dimenticare, invece che rivivere in loop nella nostra testa i torti subiti. Quando si smette di pensare al fastidio ed al male ricevuto dagli altri ci si alleggerisce. Avevo bisogno della Parola del Signore, quella Parola che ti illumina di gioia e mitezza nel grigio della tua vita quotidiana. Quella Parola di amore incondizionato: Dio non ti ama perchè sei il più bello, il più in forma, perchè ti impegni tanto nel lavoro ed hai successo. Dio ti ama nelle tue difficoltà, nella tua croce quotidiana, nel momento in cui non ce la fai più ma lotti ancora, ti ama quando hai sonno, quando sei stufo, quando fai fatica. Per Dio siamo splendidi anche con i rotolini di ciccia, siamo meravigliosi anche quando fatichiamo a guadagnare il tanto per sopravvivere. Questo ha sciolto il mio cuore chiuso: l’amore di Dio. Sapere che io per Dio valgo. Molto spesso il Mondo ci chiede di raggiungere traguardi troppo aspri per noi, ideali di successo e produttività, ma Dio si accorge non del risultato ma dello sforzo.

La gioia ritrovata è la gioia dello sguardo benevolo di Dio: “Io ti capisco e ti amo, ti accompagno nella tua croce, per me sei meraviglioso così come sei.”

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Roberto C ha detto:

    È proprio così: Dio ci ama incondizionatamente, e perdona quello che forse manco noi stessi ci perdoniamo. Esige che si usi la stessa benevolenza col nostro prossimo; che si applichi quel criterio di carità tale da porgere “l’altra guancia”.

    PS: scrivo qui, perché bannato dalla Miriano che, notoriamente, non è incline a porgere nessuna guancia ma, al piu’, la mano 😁

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